2 di 7: Nero di Troia – #7vini7giorni

Nero di Troia

#7vini7giorni 2 di 7: NERO DI TROIA – L’origine di questa uva è tutt’oggi incerta, tra la leggenda che narra di Diomede sbarcato sulle rive del Gargano portando dei tralci di vite, a Federico II di Svevia che amava degustare il “corposo vino di Troia”, fino ad arrivare ai marchesi D’Avalos che, acquistata la città di Troia nel 1533 e notata l’assoluta qualità ed attitudine dei terreni circostanti, incrementarono notevolmente le coltivazioni di quest’uva.
È stato per lungo tempo un vitigno relegato ad un ruolo secondario, quello di rafforzare con i suoi notevoli corpo e colore i vini più deboli di regioni del nord Italia e della Francia. Solo in tempi recenti ha iniziato a ricevere i giusti riconoscimenti, perché si è dimostrato che vinificandolo in purezza si ottengono vini di assoluto pregio. Chissà quanto Nero di Troia pugliese è stato bevuto ed apprezzato nel mondo durante i secoli, senza esserne a conoscenza!
Il suo corredo olfattivo è molto caratteristico soprattutto per le spiccate note di fiore di viola e ciliegia. Per questo, noi abbiamo voluto evitare l’affinamento in legno in modo da mantenerlo il più originale possibile.
Raccolto a metà ottobre, le nostre uve bio dai vigneti circostanti la cantina sono lavorate in meno di cinque minuti dalla raccolta; segue una fermentazione a contatto con le bucce rosse per 8-10 giorni, con tre rimontaggi giornalieri e a temperatura controllata. Dopo le operazioni di filtrazione, segue un affinamento in bottiglia di almeno 6 mesi.
Essendo un vino incisivo e profumato si abbina e contrasta bene anche piatti forti e speziati, maiale nero, agnello, formaggi “ubriachi”, cacciagione e muscisca del #Gargano.
#neroditroia

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